Lo stigma in psichiatria

Lo stigma della depressione arma nella crisi della famiglia

Alba Cervone1, Danilo Di Meo2, Francesca Pia Pagnotta3, Enza Maierà4

1 Psichiatra-Psicoterapeuta, Dirigente medico presso l’Ospedale del Mare di Napoli
2 Avvocato civilista patrocinante dinanzi alle Magistrature Superiori, Foro di Napoli
3 Dottoressa in Giurisprudenza, Luiss G.Carli
4 Psichiatra-Psicoterapeuta

Abstract

Con la chiusura dei manicomi, il 13 maggio 1978, si è assistito ad un grande salto epocale nel campo della salute mentale. Si apriva finalmente uno scenario nuovo volto al riconoscimento e al rispetto dei diritti umani. Cambiavano le prospettive teoriche e pratiche della cura del malato mentale. Si voleva ridare dignità alla persona e alla malattia. Ci si proponeva l’abolizione dell’isolamento in vista di un responsabile coinvolgimento sociale. Si auspicavano condizioni favorevoli di vita di concerto ad un totale riconoscimento di pari diritti e pari opportunità sociali, lavorative, economiche. Il passaggio da una struttura di contenimento al territorio apriva nuove prospettive per guardare il disagio psichico. Questi auspici ad oggi non hanno trovato una piena realizzazione. Persiste sotto diverse forme lo stigma sociale nei confronti del disagio psichico che non ha ancora trovato adeguate risposte in termini di piena integrazione sociale e di superamento di stereotipi inaccettabili che ledono la dignità della persona e mortificano una società cosiddetta civile.

Parole chiave: Stigma; Salute mentale; Diritti umani; Famiglia; Crisi; Separazione; Divorzio; Addebito

Cervone A; Di Meo D; Pagnotta FP; Maierà E: Lo stigma in psichiatria. Lo stigma della depressione arma nella crisi della famiglia. In: Telos, no Q2, pp. 213-220, 2024. (Tipo: Journal Article | Abstract | Links)

Autori

Articoli correlati