Disturbi dei ritmi circadiani ed Episodio Depressivo Maggiore

Uno studio cross-sectional

Francesca Scopetta1, Gianmarco Cinesi1, Luigi Maria Pandolfi2, Filippo De Giorgi3, Antonio Russo2, Kety Amantini2, Patrizia Moretti1, Giulia Menculini1, Alfonso Tortorella1

1 Sezione di Psichiatria, Psicologia Clinica e Riabilitazione Psichiatrica, Dipartimento di Medicina e Chirurgia, Università di Perugia, Perugia (PG)
2 Servizio Psichiatrico di Diagnosi e Cura (S.P.D.C.), Dipartimento di Salute Mentale, USL Umbria 1, Perugia (PG)
3 S.C. Psichiatria, Psicologia Clinica e Riabilitazione Psichiatrica, Azienda Ospedaliera di Perugia, Perugia (PG)

Abstract

INTRODUZIONE: Le alterazioni dei ritmi circadiani rivestono un ruolo di rilievo nei disturbi dell’umore e sembrano essere correlate a maggiore severità della psicopatologia e a una più probabile compromissione del funzionamento globale.
METODI: Nel nostro studio sono stati inclusi soggetti affetti da Disturbo Depressivo Maggiore (DDM) e Disturbo Bipolare di tipo II (DBII). Attraverso l’intervista Biological Rhythms Interview for Assessment in Neuropsychiatry (BRIAN), sono stati individuati soggetti con e senza disturbi dei ritmi circadiani clinicamente significativi. Il confronto tra queste due popolazioni è stato operato considerando dapprima solo i soggetti con diagnosi di DDM e successivamente quelli con episodio depressivo maggiore (EDM), sia nel contesto di DDM che di DBII (p<0.05). I disturbi dei ritmi circadiani sono poi stati confrontati nei soggetti con DDM e quelli con DBII.
RISULTATI: Nel campione considerato (n = 45), il 48.9% dei soggetti era affetto da DDM; di questi, il 50% presentava disturbi dei ritmi circadiani; questa sottopopolazione presentava punteggio più elevato alla sottoscala ansia/depressione della PANSS (p = 0.039). Fra i soggetti con attuale EDM (n = 33), il 55.2% presentava disturbi dei ritmi circadiani e, in questa sottopopolazione, si rilevava un numero significativamente maggiore di episodi affettivi durante l’ultimo anno (p = 0.045). Risultavano significativamente superiori il punteggio globale alla Barratt Impulsiveness Scale (p = 0.027) e delle sottoscale dei temperamenti depressivo (p = 0.005) e ciclotimico (p = 0.025) alla brief Temperament Evaluation of Memphis, Pisa and San Diego. Il funzionamento risultava maggiormente compromesso, con punteggio più elevato al Functioning Assessment Short Test (p = 0.011). Nel confronto tra soggetti con MDD e DBII, questi ultimi presentavano punteggio significativamente superiore alla sottoscala BRIAN relativa ai ritmi sociali (p = 0.039).
CONCLUSIONI: I disturbi dei ritmi circadiani rappresentano un dominio psicopatologico a elevata prevalenza nei soggetti con disturbi dell’umore, associandosi a un fenotipo di malattia più grave quando presenti durante un EDM. La valutazione dei disturbi dei ritmi sociali potrebbe essere utile nel discriminare i soggetti con DB rispetto a quelli con DDM.

Parole chiave: Episodio depressivo maggiore; Disturbo bipolare; Ritmi circadiani, BRIAN.

Scopetta F; Cinesi G; Pandolfi LM; De Giorgi F; Russo A; Amantini K; Moretti P; Menculini G; Tortorella A: Disturbi dei ritmi circadiani ed Episodio Depressivo Maggiore: uno studio cross-sectional. In: Telos, no Q2, pp. 201-212, 2024, ISBN: 978-88-9470784-7. (Tipo: Journal Article | Abstract | Links)

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